"Il rispetto della legittimità è presupposto imprescindibile per la regolarità della spesa pubblica, la cui tutela è demandata dalla Costituzione alla Corte dei Conti. Le sentenze e le deliberazioni della Corte dei conti non sono certamente sottratte alla critica che, tuttavia, deve svolgersi in un contesto di rispetto per l'operato dei magistrati".All'indomani del mancato visto dei giudici contabili alla delibera Cipess sul Ponte sullo Stretto, la Corte dei Conti ha diffuso questa mattina una nota per rispondere alla pioggia di critiche arrivate dalla maggioranza di governo, in particolare dalla presidente Meloni che ha accusato la Magistratura contabile di invadere un ambito di competenza del governo. La Corte dei Conti da parte sua fa sapere che "tramite la Sezione di controllo di legittimità si è espressa, nella giornata di ieri, su profili strettamente giuridici della delibera Cipess, senza alcun tipo di valutazione sull'opportunità e sul merito dell'opera" .La sezione di controllo della Corte dei Conti ha negato il visto alla delibera, contestando sul piano tecnico l’iter messo in piedi dal governo Meloni per realizzare l’infrastruttura. Per le motivazioni ufficiali dbisognerà aspettare ancora qualche giorno.
Nel governo si cerca di correre ora di correre ripari, con il ministro delle infrastrutture Salvini che si confronta con tecnici, manager e uffici, con l'obiettivo di trovare una soluzione che consenta di far partire i lavori. Sul piano più strettamente politico, la vicenda si intreccia con la discussione giunta ormai alle battute finali nelle aule parlamentari sulla riforma costituuzionale della giustizia firmata dal ministro Nordio. Lo ha evidenziato sin da subito la segretario Pd Schlein in risposta alle accuse rivolte dalla premier ai giudici contabili. Per le opposizioni la reazione della premier e di altri esponenti del governo rivelano la volontà della maggioranza di non accettare l'autonomia della magistratura e di non violer sottostare alla divisione dei poteri, così come costituzionalmente definito.
